Oggetto: Impaginazione e grafica leaflet a soffietto prodotti aftermarket




Grafica e impaginazione catalogo per un nuovo tipo di filtro per veicoli commerciali.



Il grigio ardesia è un colore senza tempo che aggiunge un tocco di “storia”, dall’architettura alla grafica.
Il termine ardesia deriva da un’antica parola francese “ardesie” che a sua volta deriverebbe da Ardennes, nell provincia francese.
Un colore che si presta ad ogni forma di comunicazione digitale e non, e permette di far risaltare al meglio i colori ed i dettagli in primo piano.

La prima volta che è stato usato il termine Rosa Corallo per indicare questo colore è stato nel 1892. É un antico colore marino il cui nome deriva dai coralli rosa, arancioni e rossi che crescono anche nelle acque del mar Mediterraneo al largo delle coste dell’Algeria. Nel XIX secolo divenne il colore tipico dei cameo dell’era Vittoriana.
Il color Corallo Rosa comunica romanticismo e sensualità, ma è anche brioso, giocoso ed è presente in natura e attorno a noi ovunque, richiama molti posti che vorremmo visitare e luoghi che subiscono la minaccia dei cambiamenti climatici.
Il suo colore complementare è il turchese.
É particolarmente efficace se abbinato al bianco, al blu tiffany.

Raffinato, sofisticato e naturale, il Marsala un colore che rimanda ai toni caldi della terra e del vino liquoroso da cui prende il nome. Colore dell’anno 2015, questa tonalità elegante, ha un fascino universale e si applica facilmente alla moda, alla cosmesi, al design industriale e all’arredamento.


L’indaco, o indigo è ottenuto dalla macinazione delle foglie di una pianta, la Indigofera Tinctoria, un arbusto usato fin dai tempi antichi per la tintura dei tessuti, ai quali conferisce una colorazione bluastra. Gli antichi popoli dell’Asia lo adoperavano per tingere gli indumenti già nel 2000 a.C., così come gli antichi Egizi.
È il colore che il cielo della sera assume quando perde le ultime sfumature violacee della luce e diventa appunto indaco.
Così la cultura indiana, da cui prende anche il nome, chiama questa particolare sfumatura di blu che viene estratta dalle foglie di questo arbusto. I Tuareg – i famosi uomini blu del Sahara – colorano con la sua polvere la Tagelmust, la fascia di cotone che arrotolano attorno alla testa come turbante e velo insieme, per proteggersi dal caldo e dalla sabbia.
L’indaco, è di moda da 4mila anni e non ce ne siamo ancora stancati. Anzi, più passa il tempo più piace, anche perché questa tintura vegetale è l’unica che non ingrigisce con l’uso, tende invece ad assumere una brillante colorazione azzurra.
Ecco perché, a ogni stagione, tutti i brand lo nominano nelle loro collezioni e lui, l’indaco, generosamente li ripaga, rendendo elegante ed eclettico qualsiasi capo su cui si posa. Insomma, va con tutto e su tutto!
Il rosso, un colore fondamentale: il primo dell’arcobaleno, già individuato da Newton, e sinonimo di colorato per i latini (“rubens”, rosso) era il colore imperiale per eccellenza.

Il rosso rubino deve il suo nome all’ominima pietra, seconda solo al diamante per durezza.
I greci chiamavano i rubini e le pietre rosse in generale ántrax, che significa carbone vivo, poiché credevano che tali gemme, esposte al calore, diventassero del colore dei carboni ardenti, eguagliando lo splendore e la potenza del sole.
Anche i popoli germanici e romani non sono stati immuni al fascino del rubino. La leggenda narra infatti che il celeberrimo eroe della mitologia germanica, il potente Sigfrido, sconfisse i Nibelunghi con la sua spada Burgundi, un arma magnifica con l’impugnatura tempestata di rubini rossi e lucenti.
Il rubino è ancora simbolo di solarità, potenza e bellezza, e la sua rarità lo rende ancor più prezioso e desiderato, da principi, eroi, dei e imperatori, ma soprattutto da tutti noi,comuni mortali.
Le origini
Il termine cobalto deriva dal tedesco “kobolet” o “kobolt”, coniato da Paracelso nel XVI secolo e derivato probabilmente da “Cobulus”, un genio malvagio delle miniere che nella fantasia medievale rendeva difficile la lavorazione di certi minerali mescolando ad essi elementi improduttivi e sconosciuti (come appunto il cobalto).

Il Cobalto fu originariamente scoperto nell’VIII e nel IX secolo, dove veniva usato per decorare ceramiche e gioielli. In Cina, il cobalto è stato il pigmento scelto per gli iconici modelli di porcellana blu e bianca emersi nella regione. Una versione più pura fu scoperta dal chimico francese Louis Jacques Thénard nel 1802 e, non molto tempo dopo, iniziò la produzione commerciale in Francia.
Questo pigmento presentò grandi vantaggi per i pittori dell’epoca poiché era molto stabile e facilitava l’asciugatura della pittura ad olio. Artisti come Pierre-Auguste Renoir e Vincent van Gogh hanno utilizzato il cobalto in molte delle loro opere iconiche – compresa la The Starry Night (1889), immediatamente riconoscibile.
Nel campo della psicologia, questo colore esprime sicurezza e confidenza, pace e tranquillità. Non è un caso che venga usato molto spesso per promuovere la meditazione, lo yoga e il rilassamento della mente. Secondo gli psicologi, riduce lo stress, calma il respiro e aiuta a ritrovare il controllo sui propri pensieri.

Ogni colore ha origini che, spesso, nascondono una storia poco conosciuta e a volte dimenticata.
Il nome del verde chartreuse deriva dal termine francese relativo al certosino, un liquore prodotto in origine dai monaci certosini nelle cantine della certosa Grande Chartreuse, situata nelle prealpi della Chartreuse a Voiron, nel dipartimento dell’Isère nella Francia meridionale.
Recentemente, un sito americano, ha pubblicato un articolo in cui associa il verde chartreuse alle startup: pare che sia uno dei colori più utilizzati da numerose società (alcune piuttosto note come Microsoft Startup Labs, Cisco e Airbnb) per i propri locali e per l’immagine aziendale.
Un colore gradevole e rassicurante che pare ben accordarsi con le idee degli startuppers – e dei loro interior designer.
Probabilmente come non mai nella storia umana: nuovi mezzi, nuovi strumenti e tempi sempre più rapidi.
10 anni fa non esistevano nemmeno alcuni dei media e dei canali che oggi diamo per scontati.
La comunicazione, soprattutto quella online richiede professionalità precise per essere efficace e raggiungere il maggior numero di utenti possibile.
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