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#ColoriDelMondo:
le origini del blu indaco

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L’indaco, o indigo è ottenuto dalla macinazione delle foglie di una pianta, la Indigofera Tinctoria, un arbusto usato fin dai tempi antichi per la tintura dei tessuti, ai quali conferisce una colorazione bluastra. Gli antichi popoli dell’Asia lo adoperavano per tingere gli indumenti già nel 2000 a.C., così come gli antichi Egizi.

È il colore che il cielo della sera assume quando perde le ultime sfumature violacee della luce e diventa appunto indaco.
Così la cultura indiana, da cui prende anche il nome, chiama questa particolare sfumatura di blu che viene estratta dalle foglie di questo arbusto. I Tuareg – i famosi uomini blu del Sahara – colorano con la sua polvere la Tagelmust, la fascia di cotone che arrotolano attorno alla testa come turbante e velo insieme, per proteggersi dal caldo e dalla sabbia.

L’indaco, è di moda da 4mila anni e non ce ne siamo ancora stancati. Anzi, più passa il tempo più piace, anche perché questa tintura vegetale è l’unica che non ingrigisce con l’uso, tende invece ad assumere una brillante colorazione azzurra.

Ecco perché, a ogni stagione, tutti i brand lo nominano nelle loro collezioni e lui, l’indaco, generosamente li ripaga, rendendo elegante ed eclettico qualsiasi capo su cui si posa. Insomma, va con tutto e su tutto!